Introdurre una dieta a esclusione senza errori
Il protocollo completo della dieta a esclusione: scelta dell'alimento, otto settimane senza contaminazioni, punteggio settimanale e prova di riesposizione.
- Per chi
- Proprietari
- Specie
- Cane, Gatto
- Ambito
- Valido ovunque
Cosa serve prima di iniziare
- L'alimento di esclusione indicato dal veterinario, idrolizzato oppure a proteina nuova mai assunta prima
- L'elenco scritto di tutto ciò che l'animale ha mangiato negli ultimi sei mesi, cibo, premi e integratori compresi
- Una bilancia da cucina e un contenitore ermetico dedicato solo al nuovo alimento
- Una scheda di punteggio settimanale per prurito, cute, feci e frequenza delle scariche
La dieta a esclusione è l'unico modo riconosciuto per capire se i sintomi cutanei o intestinali di un animale dipendono da ciò che mangia. Non è un test di laboratorio: è una prova clinica che dura settimane e che dà una risposta solo se viene eseguita senza eccezioni. La quasi totalità delle diete a esclusione che non concludono nulla fallisce non per l'alimento scelto ma per contaminazioni domestiche, un premio dato dal vicino, un dentifricio aromatizzato, la ciotola dell'altro animale di casa. Questa guida descrive l'allestimento, che richiede circa quarantacinque minuti, e poi il periodo di prova, che dura da otto a dodici settimane, con i punteggi da registrare ogni settimana.
Quando una dieta a esclusione ha senso
La prova alimentare si propone quando i segni sono compatibili con una reazione avversa al cibo e le altre cause frequenti sono state escluse o trattate. Iniziarla mentre è ancora in corso un'infestazione da pulci o una dermatite batterica rende il risultato illeggibile, perché il miglioramento potrebbe dipendere dalla terapia e non dal cambio di alimento.
- Prurito presente tutto l'anno, senza il picco stagionale tipico delle allergie ambientali.
- Otiti ripetute che tornano poche settimane dopo ogni trattamento.
- Segni cutanei accompagnati da segni intestinali, in particolare più di tre scariche al giorno.
- Insorgenza dei sintomi prima del primo anno di età oppure dopo i sei anni, età in cui le allergie ambientali esordiscono meno spesso.
- Risposta parziale o assente ai farmaci antiprurito, che nella reazione avversa al cibo è più frequente.
Scegliere l'alimento con il veterinario
Esistono tre strade, e la scelta dipende dalla storia alimentare dell'animale e da quanto rigore riesci a garantire in casa. Portare al veterinario l'elenco scritto di tutto ciò che l'animale ha mangiato negli ultimi sei mesi è il passaggio che rende possibile la scelta: senza quell'elenco, una proteina considerata nuova può essere già stata assunta in un premio dimenticato.
| Tipo | Punto di forza | Punto debole |
|---|---|---|
| Alimento con proteine idrolizzate | Le proteine sono ridotte a frammenti molto piccoli, meno riconoscibili dal sistema immunitario | Appetibilità talvolta bassa, soprattutto nel gatto |
| Alimento commerciale a proteina nuova | Facile da usare, completo dal punto di vista nutrizionale | Rischio di tracce di altre proteine non dichiarate |
| Dieta casalinga formulata da un nutrizionista | Controllo totale sugli ingredienti | Richiede formulazione professionale e tempo di preparazione |
| Alimento generico senza cereali | Nessuno ai fini della prova | Non è una dieta di esclusione e non va usata come tale |
Allestire la prova in nove passi
Scrivi la storia alimentare completa
Elenca alimenti, premi, avanzi di tavola, integratori, paste appetibili e giochi da masticare degli ultimi sei mesi. Chiedi anche alle altre persone di casa: la metà delle contaminazioni proviene da chi non ha partecipato alla decisione.
Fissa la data di inizio e quella di fine
Segna sul calendario il primo giorno e il giorno della ottava settimana. Una prova senza data di fine si trascina e perde il momento in cui andrebbe interpretata.
Registra il punto di partenza
Prima di cambiare alimento assegna un punteggio da 0 a 10 al prurito, fotografa le zone di cute alterata e annota peso, numero di scariche giornaliere e consistenza delle feci. Senza il punto di partenza il miglioramento non è dimostrabile.
Svuota la casa dagli alimenti precedenti
Togli i premi dalle tasche dei cappotti, dalla borsa e dal cruscotto dell'auto, e ripone il vecchio sacco fuori portata. Ciò che resta a portata di mano viene usato, prima o poi, per abitudine.
Passa al nuovo alimento in cinque giorni
Sostituisci circa un quarto della razione ogni giorno e mezzo, arrivando al cento per cento entro il quinto giorno. Nel gatto la transizione può richiedere più tempo, perché un rifiuto prolungato è pericoloso e va segnalato subito al veterinario.
Dedica un contenitore e una ciotola al nuovo alimento
Conserva il nuovo alimento in un contenitore ermetico dedicato e lava la ciotola con acqua calda e detersivo prima del primo pasto. I residui grassi nelle ciotole di plastica trattengono tracce dell'alimento precedente.
Separa gli altri animali della casa
Se convivono più animali, i pasti vanno serviti in postazioni separate e le ciotole ritirate a fine pasto. Anche pochi bocconi rubati dalla ciotola dell'altro invalidano la prova.
Informa chiunque abbia accesso all'animale
Scrivi un biglietto e appendilo dove si prepara il cibo: nessun premio, nessun avanzo, nessun boccone. Avvisa vicini, pensione, dog sitter e chiunque incroci l'animale durante la giornata.
Assegna il punteggio una volta a settimana
Sempre lo stesso giorno, sempre lo stesso osservatore. Un punteggio dato da persone diverse in giorni diversi non produce una curva confrontabile.
Le contaminazioni che invalidano tutto
Una prova alimentare si rompe con quantità molto piccole. Questo elenco raccoglie le fonti che vengono dimenticate più spesso, quasi tutte in buona fede e quasi tutte fuori dalla ciotola.
- Premi da addestramento, bastoncini da masticare e ossa pressate di qualunque origine.
- Dentifricio veterinario aromatizzato al pollo o al malto, spesso usato ogni sera senza pensarci.
- Compresse aromatizzate e paste appetibili usate per somministrare farmaci: chiedi al veterinario una forma neutra.
- Antiparassitari orali con base appetibile, che vanno sostituiti solo su indicazione del veterinario.
- Integratori, olii e paste per il pelo, che contengono quasi sempre aromi di origine animale.
- Ciotola dell'altro animale di casa, lettiera del coniglio, cibo per uccelli caduto sul pavimento.
- Avanzi raccolti durante le passeggiate, compost del giardino e cassonetti aperti.
- Bocconi dati da bambini, vicini e ospiti che non sapevano della prova in corso.
Misurare la risposta settimana per settimana
Il miglioramento nella reazione avversa al cibo è graduale e spesso poco visibile giorno per giorno. Per questo serve un punteggio numerico registrato sempre allo stesso modo, che rende visibile una tendenza che l'occhio non coglie.
| Parametro | Come si misura | Cosa indica un miglioramento |
|---|---|---|
| Prurito | Punteggio da 0 a 10 assegnato dallo stesso osservatore | Calo di almeno due punti rispetto alla settimana iniziale |
| Estensione delle lesioni | Fotografia delle stesse zone con la stessa luce | Riduzione visibile dell'area arrossata |
| Scariche giornaliere | Conteggio nelle ventiquattro ore | Ritorno a un numero stabile per la specie |
| Consistenza delle feci | Scala da 1 a 7 | Valori centrali stabili per almeno cinque giorni |
| Otiti | Numero di episodi nel periodo | Nessun nuovo episodio durante la prova |
| Peso | Pesata settimanale a digiuno | Peso stabile o in recupero |
I segni intestinali rispondono prima, spesso entro due o tre settimane. I segni cutanei sono più lenti: una parte importante dei cani migliora entro la ottava settimana, ma alcuni richiedono fino a dodici settimane prima che il quadro sia interpretabile. Nel gatto il tempo utile è in genere compreso fra sei e otto settimane.
La riesposizione, il passaggio che quasi nessuno esegue
Un miglioramento durante l'esclusione non dimostra da solo che la causa sia alimentare: potrebbe coincidere con la fine della stagione dei pollini o con l'effetto di una terapia in corso. La prova si chiude solo reintroducendo l'alimento precedente e osservando se i sintomi tornano. È un passaggio scomodo, ma è quello che trasforma un'impressione in una diagnosi.
- Reintroduci l'alimento precedente solo dopo che il veterinario ha confermato il miglioramento.
- Osserva per un massimo di quattordici giorni: nella maggior parte dei casi i sintomi tornano entro questo periodo.
- Se i sintomi tornano, torna subito all'alimento di esclusione e considera confermata la reazione avversa al cibo.
- Se i sintomi non tornano, la causa era probabilmente un'altra e la prova va discussa nuovamente con il veterinario.
- Se vuoi identificare il singolo ingrediente, reintroduci una fonte proteica alla volta, ognuna per un massimo di due settimane.
Domande frequenti
- Posso usare un alimento senza cereali al posto di quello indicato?
- No. L'assenza di cereali non ha alcun ruolo in una prova alimentare, perché le reazioni avverse riguardano molto più spesso fonti proteiche animali. Un alimento scelto in autonomia rischia inoltre di contenere proteine già assunte in passato, il che rende la prova priva di valore.
- Quanto durano davvero le otto settimane se sgarro una volta sola?
- Dipende dalla quantità e dal momento. Un episodio isolato nelle prime settimane comporta di solito il riavvio del conteggio, mentre un episodio nell'ultima fase può richiedere solo un prolungamento. La decisione spetta al veterinario, che però può prenderla solo se l'episodio viene riferito.
- Il mio gatto rifiuta il nuovo alimento: cosa faccio?
- Non insistere con il digiuno. Nel gatto un'assunzione ridotta per più di due o tre giorni comporta un rischio epatico concreto, quindi il rifiuto va segnalato subito al veterinario, che può proporre un alimento diverso, una consistenza diversa o un riscaldamento leggero del cibo per aumentarne l'odore.
- Posso continuare le terapie antiprurito durante la prova?
- Solo secondo le indicazioni del veterinario. Alcune terapie vengono mantenute nelle prime settimane per rendere l'animale gestibile e poi sospese in modo graduale, proprio per poter attribuire il miglioramento all'alimento. Sospendere o continuare di iniziativa rende il risultato non interpretabile.
Cosa fare adesso
Scrivi la storia alimentare completa, fissa la data di fine sul calendario e registra il punto di partenza con un punteggio del prurito e alcune fotografie. Elimina tutte le fonti fuori dalla ciotola, premi e dentifricio compresi, assegna un punteggio ogni settimana sempre nello stesso giorno e chiudi la prova con la riesposizione: senza quel passaggio non hai una diagnosi ma solo una coincidenza.
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