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Animiyo
Emergenze passo passo15 minLivello: AvanzatoAggiornato il 15 agosto 2026

Eseguire la rianimazione cardiopolmonare a cane e gatto

Guida di primo soccorso alla RCP nel cane e nel gatto: come capire se serve, dove e quanto forte comprimere, come dare i respiri e quando trasportare in clinica.

Per chi
Proprietari
Specie
Cane, Gatto
Ambito
Valido ovunque, Italia, Unione Europea

Cosa serve prima di iniziare

  • Il numero della clinica e di una guardia veterinaria salvati e raggiungibili
  • Una seconda persona, se possibile, che chiami e guidi mentre tu agisci
  • Sapere in anticipo dove appoggiare l'animale su una superficie rigida
  • Aver letto questa guida prima dell'emergenza, non durante

La rianimazione cardiopolmonare è la manovra che tenta di far ripartire circolo e respiro quando si sono fermati, ed è una delle poche cose che un proprietario può fare nei minuti in cui il veterinario non c'è ancora. Va detto subito con onestà: le probabilità di successo fuori da una clinica sono basse, ma senza fare nulla sono quasi zero, e ogni minuto perso le riduce ancora. Questa guida serve a prepararti prima, perché durante l'emergenza non c'è tempo di leggere: il cervello di un animale in arresto tollera pochissimi minuti senza ossigeno. L'obiettivo della RCP a domicilio non è guarire, è comprare tempo e ossigeno mentre qualcuno chiama e mentre corri in clinica, dove le cure vere possono cominciare. Leggila ora, a mente fredda, e tieni i numeri utili già pronti.

Capire in pochi secondi se serve davvero

La RCP si fa solo su un animale che non respira e non ha battito o segni di circolo. Iniziarla su un animale che respira ancora, magari solo svenuto, può causare danni. La verifica va fatta in pochi secondi, con calma apparente anche se dentro sei in panico: guarda, ascolta, senti. Se non c'è respiro e non c'è battito, non aspettare oltre, perché il tempo qui è tutto.

  • Chiama l'animale e toccalo con decisione: se non reagisce del tutto, è incosciente.
  • Guarda il torace per dieci secondi: cerca il sollevarsi del respiro, che in arresto manca o è solo qualche boccheggiamento agonico.
  • Appoggia l'orecchio al torace dietro il gomito e senti se c'è il battito del cuore.
  • Osserva le gengive: pallide, bluastre o grigie indicano mancanza di ossigeno.
  • Se non respira e non senti battito, passa subito alle compressioni: ogni secondo conta.

Chiamare e organizzarsi mentre si agisce

La RCP a domicilio non è un punto d'arrivo, è un ponte verso la clinica: mentre comprimi, qualcuno deve chiamare e la macchina deve prepararsi. Se sei solo, attiva il vivavoce e non interrompere le compressioni per parlare. L'ideale è dividersi i compiti in anticipo, così ognuno sa cosa fare senza discutere nel momento peggiore.

  1. Fai chiamare subito la clinica o la guardia

    Chi chiama dice in una frase cosa è successo, che l'animale è in arresto e che state facendo la RCP, poi chiede la strada più veloce e se avvisano di un arrivo in emergenza. Tieni il vivavoce così ricevi indicazioni mentre continui.

  2. Sposta l'animale su una superficie rigida

    Un pavimento o un tavolo solido trasmette meglio le compressioni di un divano o di un letto morbido. Se puoi, sdrailo sul fianco destro, ma non perdere tempo prezioso a cercare la posizione perfetta.

  3. Prepara il trasporto in parallelo

    Qualcuno apre la macchina, prende chiavi e una coperta e libera il sedile. L'animale deve poter partire nell'istante in cui riparte un battito o comunque entro pochi minuti, continuando la RCP durante il tragitto se necessario.

  4. Assegna i ruoli se siete in due

    Uno comprime, l'altro dà i respiri e tiene i tempi contando ad alta voce. Cambiare la persona che comprime ogni paio di minuti evita che la stanchezza renda le compressioni troppo deboli.

Le compressioni toraciche: dove e come

Le compressioni sono il cuore della manovra: sostituiscono il battito spingendo il sangue verso il cervello. Il punto e la tecnica cambiano con la taglia e la forma del torace, ma tre regole valgono sempre: comprimi forte, comprimi in fretta e lascia che il torace risalga del tutto tra una spinta e l'altra. Un torace che non si riespande non si riempie di sangue, e la compressione dopo diventa inutile.

Riferimenti indicativi per le compressioni secondo la taglia. La profondità di riferimento è circa un terzo o metà della larghezza del torace.
Tipo di animaleDove comprimereCome
Cane di taglia media o grandeSul punto più alto del torace, di latoDue mani sovrapposte, braccia tese, peso del corpo
Cane a torace stretto e profondoDirettamente sopra il cuore, dietro il gomitoDue mani, spingendo sul punto del cuore
Cane piccolo e gattoSul torace all'altezza del cuoreUna mano che avvolge il torace, o pollice e dita
TuttiRitmo circa 100-120 compressioni al minutoLascia risalire il torace del tutto ogni volta

I respiri di soccorso e il ciclo da ripetere

Dopo le compressioni si aggiungono i respiri, che portano ossigeno ai polmoni. Nell'animale si usa la respirazione bocca a naso, non bocca a bocca, tenendo la bocca chiusa così l'aria entra dal naso e va nei polmoni. Compressioni e respiri si alternano in un ciclo fisso che va ripetuto senza fermarsi finché non arriva un aiuto o finché non riparte il respiro.

  1. Libera e distendi le vie aeree

    Tira la lingua in avanti e allinea collo e testa con il corpo per aprire la via all'aria. Guarda in bocca: se c'è un corpo estraneo visibile, toglilo, perché soffiare contro un'ostruzione non serve a nulla.

  2. Chiudi la bocca e soffia nel naso

    Tieni chiuse le labbra con le mani, avvolgi il naso e soffia con forza sufficiente a far sollevare il torace. Se il torace non si alza, ricontrolla la posizione della testa e cerca un'ostruzione.

  3. Alterna 30 compressioni e 2 respiri

    Dai 30 compressioni al ritmo giusto, poi 2 respiri, e ripeti. Se siete in due potete coordinarvi in modo continuo, ma non interrompere mai le compressioni per più di pochi secondi alla volta.

  4. Ricontrolla ogni due minuti, senza fermarti troppo

    Ogni paio di minuti verifica in pochi secondi se sono tornati respiro o battito. Se non c'è nulla, riprendi immediatamente: le pause lunghe azzerano la pressione che stavi costruendo verso il cervello.

  5. Trasporta continuando la manovra

    Non aspettare a casa un miglioramento che potrebbe non arrivare. Portalo in clinica appena possibile, proseguendo compressioni e respiri durante il tragitto se una seconda persona può farlo in sicurezza.

Domande frequenti

Come faccio a essere sicuro che il cuore si è davvero fermato?
In emergenza non avrai una certezza da manuale, e va bene così: ti bastano pochi secondi per decidere. Se l'animale è del tutto incosciente, non risponde a stimoli, non muove il torace per respirare e, appoggiando l'orecchio dietro il gomito, non senti il battito, tratta la situazione come un arresto e inizia. Il rischio di comprimere un cuore che batteva ancora è molto minore del rischio di non fare nulla su un cuore fermo: nel dubbio, dopo aver verificato in modo rapido, si comincia.
Rischio di rompere le costole facendo le compressioni?
È possibile, soprattutto nei soggetti piccoli o anziani, ma non deve fermarti. Una compressione efficace deve essere profonda, circa un terzo o metà della larghezza del torace, e una manovra troppo timida non fa circolare il sangue. In un vero arresto la priorità assoluta è mantenere il flusso verso il cervello: una costola incrinata si cura, un cervello senza ossigeno per troppi minuti no. Comprimi con decisione e lascia risalire il torace ogni volta.
Devo fare prima i respiri o prima le compressioni?
Le compressioni sono la priorità e vanno iniziate senza indugio, perché mantengono il sangue in movimento verso il cervello. I respiri sono importanti e vanno aggiunti nel ciclo, tipicamente 2 respiri ogni 30 compressioni, ma non devono ritardare l'inizio delle compressioni né interromperle a lungo. Se per un attimo puoi fare una cosa sola, tieni il torace che pompa: è quello che compra i minuti che servono per arrivare in clinica.
Ha senso partire subito per la clinica invece di fare la RCP a casa?
Le due cose non si escludono, anzi vanno fatte insieme. Un animale in arresto non può aspettare la fine del viaggio senza rianimazione, ma nemmeno può guarire a casa: la RCP domiciliare serve a mantenere ossigeno e circolo mentre raggiungi chi ha i mezzi per curarlo davvero. La soluzione migliore è muoversi in due, uno che guida e uno che continua la manovra in sicurezza, dopo aver avvisato la clinica del vostro arrivo.

Cosa fare adesso

Verifica in pochi secondi coscienza, respiro e battito, e se mancano inizia subito le compressioni forti e veloci, circa 100-120 al minuto, lasciando risalire il torace ogni volta. Alterna 30 compressioni e 2 respiri bocca a naso, fai chiamare la clinica mentre agisci e non fermarti per più di pochi secondi. Trasporta appena possibile continuando la manovra: la RCP a casa serve a comprare i minuti fino alle cure vere.

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