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Animiyo
Gestione del negozio40 minLivello: IntermedioAggiornato il 20 agosto 2026

Impostare i prezzi e i margini dei prodotti nel negozio per animali

Smetti di copiare i prezzi dei concorrenti: costruisci un listino dal margine, distingui prodotti civetta e ad alto margine e proteggi la redditività reale.

Per chi
Negozi
Specie
Tutte le specie
Ambito
Valido ovunque, Italia, Unione Europea

Cosa serve prima di iniziare

  • L'elenco dei prodotti con il costo di acquisto reale, sconti dei fornitori inclusi
  • Una stima dei costi fissi mensili del negozio, dall'affitto alle utenze
  • I dati di vendita degli ultimi mesi, anche solo esportati dal registratore di cassa
  • Un foglio di calcolo o un gestionale dove impostare i margini per categoria

Il modo più diffuso di fare i prezzi in un negozio per animali è anche il più pericoloso: guardare quanto chiede il negozio accanto e stare un poco sotto. Funziona finché non ti accorgi che stai lavorando tanto e guadagnando poco, perché hai copiato i prezzi di qualcuno che ha costi diversi dai tuoi. Il prezzo giusto non nasce dalla concorrenza, nasce dai tuoi numeri: il costo reale del prodotto, i costi fissi che deve coprire e il margine che ti serve per restare aperto. Questa guida ti porta dal prezzo copiato al prezzo costruito. Non ti promette di essere il più economico della via, ti dà il modo di sapere, per ogni categoria, quanto stai davvero guadagnando e dove stai perdendo senza accorgertene. Le aliquote e gli obblighi contabili variano: quelli verificali con il commercialista, qui ci occupiamo del margine.

Ricarico e margine non sono la stessa cosa

L'errore che manda in confusione più conti in negozio è confondere il ricarico applicato al costo con il margine sul prezzo di vendita. Sono due modi diversi di guardare lo stesso guadagno e danno numeri diversi. Chi ragiona solo per ricarico si convince di guadagnare più di quanto guadagni, perché il margine reale, quello che resta rispetto a ciò che incassa, è sempre più basso del ricarico.

Come lo stesso guadagno appare diverso se lo leggi come ricarico sul costo o come margine sul prezzo. I prezzi sono al netto dell'imposta, da gestire a parte.
Costo prodottoPrezzo di venditaRicarico sul costoMargine sul prezzo
101550%33%
1020100%50%
1025150%60%
101330%23%

Calcolare il costo reale, non quello in fattura

Il prezzo che paghi al fornitore non è il costo reale del prodotto sullo scaffale. Tra i due c'è una serie di voci che quasi nessuno somma, e proprio quelle voci mangiano il margine di chi fa i prezzi sul solo prezzo di acquisto.

  1. Parti dal costo netto di acquisto

    Prendi il prezzo del fornitore già al netto degli sconti quantità e delle condizioni riservate. È la base, non il traguardo.

  2. Aggiungi i costi accessori all'acquisto

    Trasporto, eventuali dazi, imballi e il costo del tempo per ricevere e sistemare la merce. Su alcune categorie pesano poco, su altre cambiano la convenienza.

  3. Metti in conto lo spreco e l'invenduto

    Il cibo scade, alcuni articoli restano fermi, altri si danneggiano. Una percentuale di perdita distribuita sulla categoria rende il costo reale invece che ottimistico.

  4. Ribalta una quota dei costi fissi

    Affitto e utenze non sono legati al singolo prodotto, ma il listino deve coprirli. Distribuiscili come quota sul venduto atteso, così ogni prezzo porta la sua parte.

  5. Ottieni il costo pieno per categoria

    Somma queste voci e avrai il costo su cui costruire il margine. Da qui in poi ogni prezzo è una scelta consapevole, non un'imitazione.

Non tutti i prodotti devono rendere uguale

Un listino intelligente non applica lo stesso margine a tutto. Ogni categoria ha un ruolo diverso nel far entrare i clienti e nel far quadrare i conti, e il prezzo va scelto in base a quel ruolo. La chiave è compensare i prodotti a basso margine con quelli ad alto margine, senza chiedere a nessuno di reggere tutto da solo.

  • Prodotti civetta: articoli molto confrontabili, spesso i grandi sacchi di crocchette di marca, dove il cliente conosce il prezzo. Qui il margine è sottile e serve a far entrare la gente.
  • Prodotti ad alto margine: accessori, giochi, igiene, articoli poco confrontabili tra negozi. Qui il margine sostiene la redditività complessiva.
  • Prodotti di consulenza: quelli su cui il tuo consiglio fa la differenza, dove il cliente paga anche la competenza e non solo l'oggetto.
  • Prodotti stagionali: domanda concentrata nel tempo, prezzo che può reggere un margine più alto nel picco e va gestito prima che avanzi invenduto.
  • Ordini speciali e su prenotazione: servizio che giustifica un margine pieno, perché al cliente offri qualcosa che altrove non trova pronto.

Gestire sconti e promozioni senza bruciare il margine

Una promozione fatta a intuito è un buco nel margine travestito da iniziativa commerciale. Ogni sconto va deciso sapendo quanto costa e cosa deve ottenere in cambio, altrimenti abitui i clienti ad aspettare il ribasso e vendi a prezzo pieno sempre di meno.

  1. Prima di scontare, calcola il nuovo margine: uno sconto su un prodotto già a margine sottile può azzerare il guadagno o portarlo sotto zero.
  2. Dai alla promozione un obiettivo chiaro, per esempio smaltire uno stock in scadenza o attirare nuovi clienti, e misura se lo raggiunge.
  3. Preferisci promozioni che aumentano lo scontrino, come la seconda unità agevolata, invece del taglio secco su un articolo singolo.
  4. Usa il programma fedeltà per premiare chi torna, invece di ribassi generalizzati che regali anche a chi avrebbe pagato pieno.
  5. Fissa una durata e rispettala: una promozione permanente diventa il nuovo prezzo di listino, non uno sconto.

Rivedere il listino con un ritmo, non a caso

Un listino non è una tavola scolpita: i costi dei fornitori cambiano, la domanda si sposta, alcune categorie smettono di rendere. Un negozio che rivede i prezzi con un ritmo regolare reagisce prima di perdere; uno che li tocca solo quando è in difficoltà rincorre sempre.

  • Rivedi i costi di acquisto a intervalli fissi e aggiorna i prezzi quando il fornitore cambia le condizioni, senza aspettare mesi.
  • Guarda il margine per categoria, non solo il fatturato: una categoria che vende molto ma rende poco può nascondere una perdita.
  • Individua i prodotti fermi da troppo tempo e decidi se rilanciarli, scontarli o toglierli dallo scaffale.
  • Controlla che i prodotti ad alto margine siano visibili e proposti, non nascosti in fondo dove nessuno li vede.
  • Confronta il margine complessivo del negozio con i costi fissi: è questo il numero che dice se il listino sta lavorando per te.

Domande frequenti

Come faccio a competere con i grandi siti online sui prezzi?
Sui prodotti molto confrontabili difficilmente vinci sul prezzo puro, e inseguirli fino a perdere margine è una strada senza uscita. La strategia che regge è un'altra: tieni i prodotti civetta a un prezzo competitivo per far entrare i clienti, poi costruisci la redditività sugli articoli poco confrontabili e sul valore che un sito non offre, cioè il consiglio, la disponibilità immediata e la fiducia. Compete su ciò che sai fare tu, non su ciò che fa meglio il magazzino automatico di un altro.
Qual è un margine sano per un negozio per animali?
Non esiste un numero unico valido per tutti, perché dipende dal mix di prodotti, dai costi fissi della tua zona e dai servizi che offri. Il punto non è centrare una percentuale di riferimento su ogni articolo, ma avere un margine complessivo, sull'intero venduto, che copra tutti i costi fissi e lasci un utile. Ragiona sul margine medio del negozio come obiettivo, e accetta che le singole categorie contribuiscano in modo diverso.
Devo mettere lo stesso margine su cibo e accessori?
No, e sarebbe un errore. Il cibo di marca è molto confrontabile e sopporta margini sottili, mentre accessori, giochi e igiene sono poco confrontabili e sostengono margini più alti. Applicare lo stesso margine a tutto ti rende poco competitivo dove il cliente controlla i prezzi e ti fa lasciare guadagno dove non li controlla. Assegna il margine in base al ruolo della categoria, non in modo uniforme.
Ogni quanto conviene aggiornare i prezzi?
Con un ritmo regolare, non solo quando il conto non torna. Una revisione periodica dei costi di acquisto e dei margini per categoria, con aggiornamenti puntuali ogni volta che un fornitore cambia le condizioni, ti tiene allineato senza scossoni. Cambiare tutto insieme dopo mesi di attesa spaventa i clienti; piccoli aggiustamenti frequenti passano quasi inosservati e proteggono il margine giorno per giorno.

Cosa fare adesso

Smetti di copiare i prezzi del negozio accanto e costruiscili dai tuoi numeri: ragiona in margine sul prezzo di vendita, calcola il costo pieno per categoria comprese spese accessorie, sprechi e quota di costi fissi, poi assegna margini diversi in base al ruolo di ogni categoria. Tieni i prodotti civetta competitivi, difendi il margine con il valore, gestisci gli sconti calcolando il margine residuo e rivedi il listino con un ritmo regolare guidato dai dati di vendita.

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