Seguire i clienti che non tornano più in negozio
Come leggere i gruppi della clientela, costruire la lista di chi ha smesso di comprare e verificare le quattro cause per cui un cliente non torna.
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Cosa serve prima di iniziare
- Un accesso all'area negozio con il permesso di consultare la clientela
- Almeno sei mesi di ordini consegnati e prestazioni completate registrati nel sistema
- Il catalogo compilato con il peso della confezione, se vuoi la previsione di riacquisto
- Una persona incaricata dei contatti e un'ora protetta a settimana da dedicarci
Un cliente non se ne va con una lettera di addio. Allunga l'intervallo fra un acquisto e il successivo, salta una prenotazione, compra altrove il sacco grande e da voi solo il resto, e a un certo punto smette del tutto. Il passaggio non ha un momento riconoscibile, e per questo quasi nessun negozio se ne accorge finché il conto di fine anno non racconta una storia diversa da quella che ci si aspettava. La differenza fra accorgersene e non accorgersene non sta nell'intuito ma nel guardare due numeri per cliente, la data dell'ultimo acquisto e l'intervallo abituale fra un acquisto e l'altro, e nel farlo con una cadenza fissa. Questa guida spiega come la schermata della clientela costruisce i gruppi, come si legge la previsione di riacquisto, come si costruisce la lista di chi sta uscendo dal giro e quali sono le quattro cause verificabili di allontanamento. Dichiara anche che cosa il sistema non fa.
Un cliente non se ne va, smette di tornare
Il modo in cui si perde un cliente di negozio è quasi sempre lo stesso. Prima compra da voi tutto quello che gli serve. Poi trova altrove qualcosa che voi non avevate quel giorno. Poi si abitua a comprare quella cosa altrove. Poi si accorge che tanto vale prendere anche il resto nello stesso posto. Nessuno di questi passaggi produce una lamentela, quindi nessuno di questi passaggi arriva alle vostre orecchie.
L'unico segnale disponibile è il tempo. Un cliente che compra un sacco di alimento ogni cinque settimane e che a settimana nove non si è ancora visto ha già comprato altrove, quasi certamente. A quel punto un contatto ha ancora senso; tre mesi dopo diventa un contatto a freddo che nessuno gradisce. La finestra utile è stretta e si può calcolare, ed è esattamente quello che fa la previsione di riacquisto.
Da dove arrivano i numeri della schermata
Prima di interpretare qualsiasi gruppo bisogna sapere che cosa entra nel calcolo, altrimenti si prendono decisioni su una fotografia parziale. La regola è semplice e ha una conseguenza importante per chi vende soprattutto al banco.
- Contano solo gli ordini effettivamente consegnati e le prestazioni effettivamente completate: un ordine annullato o una prenotazione non conclusa non entra nel calcolo.
- Un acquisto fatto al banco e non registrato come ordine non esiste per la schermata: se una parte importante delle vendite passa dalla cassa senza essere registrata, i gruppi descrivono solo una fetta della clientela.
- Le soglie che separano i gruppi sono i terzili della distribuzione del vostro negozio, non valori assoluti: cambiano quando cambiano i dati e non sono confrontabili con quelle di un altro negozio.
- La segmentazione non viene calcolata se i clienti sono troppo pochi perché i terzili descrivano una distribuzione, oppure se la spesa è identica per tutti.
- La frequenza non è misurabile finché non c'è un numero sufficiente di clienti con almeno due acquisti: con un solo acquisto non esiste un intervallo da misurare.
- Un cliente che ha animali di specie diverse compare nel conteggio di ciascuna specie, quindi la somma delle specie servite può superare il numero dei clienti.
I gruppi e le soglie: come si leggono davvero
I gruppi nascono dall'incrocio di due bande, quella di spesa e quella di frequenza, ciascuna divisa in bassa, media e alta secondo i terzili del vostro negozio. Il punto da tenere presente è che un cliente in banda bassa non è un cliente cattivo: è un cliente che spende meno della maggioranza dei vostri clienti, il che dipende anche da quanti animali ha e di che taglia.
| Gruppo | Che cosa descrive | Che cosa conviene fare |
|---|---|---|
| Migliori clienti | Spesa alta e frequenza alta | Proteggerli: una loro assenza va notata entro due settimane |
| Assidui | Frequenza alta con spesa non alta | Verificare che cosa comprano altrove, spesso è il formato grande |
| Alta spesa | Spesa alta con frequenza non alta | Controllare la previsione di riacquisto, gli intervalli sono lunghi per natura |
| Abituali | Bande intermedie su entrambi gli assi | È il gruppo dove il recupero rende di più, perché è numeroso |
| Occasionali | Bande basse su entrambi gli assi | Contattare solo con un motivo concreto, altrimenti si consuma fiducia |
| Nuovi | Storia troppo breve per collocarli | Il secondo acquisto è il momento decisivo, va accompagnato |
| Non classificati | Dati insufficienti per una banda | Nessuna azione automatica, servono più acquisti registrati |
La scheda del singolo cliente aggiunge quello che i gruppi non dicono: spesa totale, scontrino medio, numero di ordini e di prestazioni, data dell'ultimo acquisto e ritmo di acquisto annuo. È l'insieme di questi cinque dati, non il gruppo, a dire se una persona sta uscendo dal giro.
Costruire la lista di chi non torna in nove passi
Fissa un giorno fisso ogni due settimane
La cadenza conta più della profondità dell'analisi. Ogni due settimane la finestra di contatto resta aperta; una volta al trimestre si arriva sempre tardi, perché l'intervallo medio di riacquisto di un alimento è più corto di un trimestre.
Apri la clientela e leggi le quattro caselle in alto
Clienti, spesa totale, ordini e prestazioni. Servono a capire se qualcosa è cambiato rispetto al giro precedente: un calo del numero di ordini a parità di clienti indica che gli intervalli si stanno allungando, ed è il primo segnale di allontanamento collettivo.
Controlla che la segmentazione sia stata calcolata
Se la schermata dice che non è calcolabile, non insistere sui gruppi: significa che i clienti sono troppo pochi o che la spesa non ha dispersione. In quel caso lavora direttamente sulle schede individuali, che restano utilizzabili.
Parti dai migliori clienti e dagli assidui
Sono i gruppi in cui un'assenza è più anomala e più costosa. Scorri le schede e annota chiunque abbia l'ultimo acquisto più vecchio del suo intervallo abituale: è il confronto che conta, non una soglia uguale per tutti.
Apri la previsione di riacquisto dei nomi annotati
La previsione mostra la cadenza in giorni, la data di esaurimento stimata con l'intervallo di incertezza e la data da cui conviene riordinare. Guarda anche l'attendibilità: bassa, media o alta. Una previsione a bassa attendibilità è un indizio, non un fatto.
Tieni solo chi risulta da riordinare o in ritardo
L'urgenza ha quattro valori: in regola, presto, da riordinare e in ritardo. I primi due non vanno contattati, perché contattare chi non ha ancora bisogno di nulla brucia il credito che servirà dopo. Gli ultimi due sono la lista.
Scarta chi ha una sola riga di acquisti
Con un solo acquisto non esiste un intervallo e la schermata lo dice esplicitamente. Quelle persone non sono clienti in uscita: sono clienti che non hanno ancora fatto il secondo acquisto, ed è un problema diverso che si affronta in un altro modo.
Segna accanto a ogni nome l'ipotesi di causa
Prima di chiamare, scrivi quale delle quattro cause della sezione successiva ti sembra più probabile, guardando che cosa comprava e che cosa ha smesso di comprare. Chiamare senza un'ipotesi produce una conversazione generica che non insegna niente.
Contatta, ascolta e registra la risposta
Il contatto lo fate voi: la piattaforma non manda messaggi né posta elettronica. L'obiettivo della chiamata non è vendere ma sapere perché: la vendita, quando c'è un motivo, viene da sola nella stessa conversazione.
Le quattro cause verificabili di allontanamento
Le ragioni per cui un cliente smette di venire sono molte, ma quelle che potete verificare con i dati che avete e correggere con una decisione vostra sono quattro. Le altre, come un trasloco o la perdita dell'animale, vanno solo registrate per chiudere la riga e non ripetere il contatto.
| Causa | Indizio nei dati | Come si verifica |
|---|---|---|
| Rottura di scorta ripetuta | Il cliente ha smesso di comprare un prodotto specifico e continua con gli altri | Controllare le date in cui quel prodotto è risultato esaurito |
| Formato sbagliato | Intervalli di riacquisto corti e scontrino medio basso | Confrontare il costo al chilogrammo effettivo dei formati disponibili |
| Servizio non ripetuto | Prestazioni completate che si fermano dopo la prima o la seconda | Rileggere le note della scheda di lavorazione di quella prestazione |
| Cambio di dieta o di specie | Il cliente compra ancora ma prodotti completamente diversi | Chiedere direttamente: spesso c'è una prescrizione dietro |
| Cause fuori dal vostro controllo | Interruzione netta senza segnali precedenti | Un solo contatto rispettoso, poi si chiude la riga |
| Registrazione incompleta | Un cliente storico che risulta assente da mesi | Verificare se gli acquisti passano dalla cassa senza essere registrati |
La causa più frequente e più correggibile è la seconda. Un cliente che compra sempre il formato piccolo perché è quello che avete esposto paga di più al chilogrammo e prima o poi trova altrove il formato grande. La schermata calcola quale formato è il più conveniente al chilogrammo effettivo e quanto si risparmierebbe in un anno rispetto al formato peggiore: è un dato che si può dire al banco in dieci secondi e che cambia l'abitudine di acquisto senza sconti.
Che cosa offrire e che cosa non offrire
La tentazione, davanti a una lista di clienti in uscita, è offrire uno sconto a tutti. È la mossa che costa di più e che funziona meno, perché premia chi sarebbe tornato comunque e insegna a tutti gli altri ad aspettare il prossimo sconto. Un buono ha senso solo quando risolve la causa che avete individuato.
- Se la causa è una rottura di scorta, l'offerta giusta non è uno sconto ma la garanzia di disponibilità: dite quando il prodotto rientra e mettetelo da parte.
- Se la causa è il formato, proponete il formato conveniente spiegando il costo al chilogrammo effettivo: è informazione, non promozione, e resta valida anche dopo.
- Se la causa è un servizio non ripetuto, chiedete che cosa non ha funzionato prima di proporre di ripeterlo: una seconda prestazione uguale alla prima produce lo stesso esito.
- Se decidete di usare un buono, dategli una finestra di validità breve e una spesa minima coerente con lo scontrino medio di quel cliente, non con il vostro obiettivo.
- Non usate mai un buono con chi è semplicemente in anticipo sulla previsione: state pagando per un acquisto che sarebbe arrivato lo stesso.
- Registrate il riscatto come riscatto: gli utilizzi contati sono il solo modo per sapere se il buono ha prodotto acquisti o solo margine perso.
Misurare il recupero senza illudersi
La misura corretta non è quanti clienti avete contattato, e nemmeno quanti hanno risposto. È quanti hanno fatto un acquisto entro sessanta giorni dal contatto, confrontato con quanti ne avrebbero fatto uno comunque. Il secondo numero non è ottenibile con precisione, ma si può approssimare bene tenendo fuori dal contatto una piccola parte della lista e guardando che cosa succede.
| Indicatore | Come si calcola | Che cosa significa se peggiora |
|---|---|---|
| Righe lavorate | Nomi contattati sul totale della lista | L'ora dedicata non è protetta abbastanza |
| Motivo raccolto | Contatti in cui avete ottenuto una causa | La conversazione parte dalla vendita invece che dalla domanda |
| Ritorno a sessanta giorni | Clienti contattati che hanno riacquistato | State chiamando troppo tardi rispetto alla previsione |
| Cause correggibili | Quota delle prime tre cause sul totale raccolto | Il problema è organizzativo e non commerciale |
| Righe chiuse | Contatti con causa fuori dal vostro controllo | Nessuna azione, serve solo a non richiamare |
Dopo tre giri, cioè circa sei settimane, avrete abbastanza motivi raccolti per vedere una concentrazione. Se metà delle risposte indica la stessa causa, il lavoro utile non è più il recupero individuale ma la correzione di quella causa, e a quel punto la lista si accorcia da sola.
Domande frequenti
- Da quanti clienti in poi i gruppi hanno senso?
- Non c'è un numero fisso, perché le soglie sono i terzili della distribuzione del vostro negozio: la schermata calcola i gruppi solo quando i clienti sono abbastanza da descrivere una distribuzione e quando la spesa non è identica per tutti. Se vi dice che la segmentazione non è calcolata, non è un errore: significa che con quei dati qualunque divisione in fasce sarebbe arbitraria. Nel frattempo le schede individuali e la previsione di riacquisto restano perfettamente utilizzabili.
- La piattaforma può mandare da sola un messaggio a chi non torna?
- No. La schermata calcola gruppi, spesa, frequenza e previsione di riacquisto, ma non invia posta elettronica né messaggi e non esiste un invio programmato. Il contatto lo fa una persona, con la lista che avete costruito. È un limite reale e ha anche un effetto positivo: obbliga a scegliere chi contattare invece di scrivere a tutti, e una lista corta contattata bene rende più di una lista lunga contattata in automatico.
- Perché per alcuni clienti manca la data di esaurimento?
- Per due motivi possibili, e la schermata dice quale. Il primo è che il peso della confezione non è dichiarato a catalogo: senza quel dato il consumo giornaliero non si può stimare. Il secondo è che il cliente ha un solo acquisto registrato, quindi non esiste ancora un intervallo da misurare. Il primo caso si risolve completando il catalogo, il secondo aspettando il secondo acquisto o chiedendo direttamente al cliente quanto gli dura una confezione.
- Ogni quanto conviene fare il giro dei contatti?
- Ogni due settimane. La finestra utile per un contatto efficace si chiude poco dopo la data di esaurimento prevista, e per un alimento quella data cade tipicamente entro le sei settimane dall'acquisto precedente. Un giro trimestrale arriva sistematicamente quando il cliente ha già comprato altrove e ha già preso l'abitudine nuova, che è la parte difficile da invertire. Meglio venti nomi ogni due settimane che ottanta ogni tre mesi.
Cosa fare adesso
Ogni due settimane apri la clientela, parti dai migliori clienti e dagli assidui e annota chi ha l'ultimo acquisto più vecchio del proprio intervallo abituale. Tieni solo chi risulta da riordinare o in ritardo, scarta chi ha un solo acquisto, scrivi accanto a ogni nome l'ipotesi di causa e poi chiama per capire, non per vendere. Registra il motivo con parole fisse: dopo tre giri saprai se il problema è individuale o se è uno solo e riguarda tutti.
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