Gestire la muta stagionale del pelo di cane e gatto
Come affrontare la muta con la spazzolatura giusta, ogni quanto lavorare sul sottopelo e quali segnali della cute non sono muta ma un problema da mostrare al veterinario.
- Per chi
- Proprietari
- Specie
- Cane, Gatto
- Ambito
- Valido ovunque
Cosa serve prima di iniziare
- Uno strumento adatto al tipo di mantello: cardatore per il sottopelo, guanto in gomma o pettine a denti larghi, scelto in base al pelo dell'animale
- Una spazzola morbida per la rifinitura e un contenitore per raccogliere il pelo staccato
- Una superficie stabile e ben illuminata dove osservare la cute mentre lavori
- Premi appetibili per associare la seduta a qualcosa di piacevole, soprattutto le prime volte
La muta è il ricambio programmato del pelo che l'organismo mette in atto soprattutto in primavera e in autunno, quando la lunghezza del giorno cambia e il mantello si adatta alla stagione successiva. Non è una malattia e non si ferma: si accompagna. Il lavoro del proprietario è rimuovere in modo controllato il pelo morto prima che finisca sui divani o che, negli animali a pelo lungo, si annodi vicino alla cute. La differenza fra una casa piena di pelo e una gestione ordinata non sta nel numero di lavaggi, che anzi seccano la cute se sono troppi, ma nella regolarità della spazzolatura e nella scelta dello strumento giusto per quel mantello. C'è poi un secondo compito, meno ovvio: mentre spazzoli hai le mani sulla cute dell'animale, ed è il momento migliore per accorgersi di chiazze senza pelo, croste o prurito che con la muta non hanno nulla a che vedere.
Cos'è la muta e cosa non è
Il pelo cresce, matura, si ferma e cade seguendo cicli che nel cane e nel gatto sono in gran parte regolati dalla luce. Nei mesi di ricambio la quota di pelo che cade contemporaneamente aumenta, e nei soggetti con sottopelo fitto la quantità è impressionante ma normale. La muta è diffusa e simmetrica: l'animale perde pelo un po' ovunque, non a chiazze, e la cute sotto resta sana. Quando invece compaiono zone glabre nette, arrossamenti, forfora abbondante o l'animale si gratta e si lecca in un punto preciso, non stai guardando una muta ma un problema che la spazzola non risolve.
| Caratteristica | Muta normale | Da mostrare al veterinario |
|---|---|---|
| Distribuzione | Diffusa e simmetrica su tutto il corpo | Chiazze nette o zone senza pelo localizzate |
| Cute sottostante | Rosa o pigmentata, integra | Arrossata, crostosa o con brufoletti |
| Prurito | Assente o minimo | Grattamento e leccamento insistenti |
| Andamento | Legato alle stagioni, poi rientra | Continuo tutto l'anno o in peggioramento |
| Odore e aspetto | Pelo opaco solo perché vecchio | Odore forte, pelo unto o secrezioni |
Scegliere lo strumento in base al mantello
Non esiste una spazzola universale: lo strumento sbagliato o non fa nulla o gratta la cute. La regola è semplice, quello che raccoglie il sottopelo morto senza tagliare il pelo di copertura e senza incidere la pelle. Su un mantello con folto sottopelo serve uno strumento che pettini in profondità, su un pelo raso basta un guanto che raccolga per attrito.
- Doppio pelo con sottopelo fitto: un rastrello o cardatore che raggiunga il sottopelo, passato con mano leggera e senza insistere sullo stesso punto.
- Pelo lungo che tende ai nodi: prima il pettine a denti larghi per sciogliere, poi lo strumento per il sottopelo, mai il contrario.
- Pelo corto e liscio: un guanto in gomma o una spazzola in setola morbida, che raccoglie il pelo morto per attrito senza irritare.
- Gatto: una spazzola morbida o un guanto, sedute brevi e frequenti, perché molti gatti tollerano poco le sessioni lunghe.
- In tutti i casi, evita le lame che tagliano il pelo: assottigliano il mantello e alterano la sua funzione di isolamento, invece di limitarsi a togliere il morto.
La procedura di spazzolatura in sei passi
Scegli il momento e prepara la postazione
Lavora quando l'animale è già un po' scarico di energia, non subito prima di un pasto o del gioco. Metti un telo o siediti in un punto facile da pulire, con lo strumento e i premi a portata di mano.
Passa prima le mani su tutto il corpo
Prima di ogni strumento, accarezza controllando con le dita: cerchi nodi, croste, zone dolenti o rigonfiamenti. Trovarli ora evita di passarci sopra con la spazzola e di fare male.
Sciogli i nodi con il pettine, senza strappare
Se ci sono nodi, aprili con le dita e con il pettine a denti larghi tenendo la base del pelo, così non tiri la cute. Un nodo stretto vicino alla pelle non si strappa: si taglia con prudenza o lo si affida al toelettatore.
Lavora il sottopelo per sezioni
Passa lo strumento seguendo la direzione del pelo, una zona alla volta, dal collo verso la coda. Fai passaggi brevi e leggeri e svuota spesso lo strumento: capirai da solo quando la sezione è pulita perché raccoglie sempre meno.
Rifinisci con la spazzola morbida
Chiudi con una spazzola in setola che distribuisce il sebo e lascia il pelo lucido. È anche il passaggio che l'animale gradisce di più e che rende piacevole la fine della seduta.
Premia, osserva e annota
Dai il premio, guarda la quantità di pelo raccolto e la cute rimasta scoperta. Se è tutto regolare chiudi qui; se hai trovato qualcosa di anomalo, fotografalo e segna la data prima di dimenticartene.
Bagno, alimentazione e ambiente
Il bagno aiuta a staccare il sottopelo già pronto a cadere, ma lavare troppo spesso rimuove il film protettivo della cute e la rende secca. Nella maggior parte dei casi un bagno occasionale con un prodotto specifico, seguito da una buona asciugatura e da una spazzolatura, è più che sufficiente. La qualità del pelo dipende anche da quello che l'animale mangia e dallo stato di salute generale, quindi una muta particolarmente povera o un pelo fragile vanno letti anche in chiave nutrizionale e clinica.
- Spazzola prima del bagno per togliere il grosso del pelo morto, così non intasa lo scarico e il lavaggio rende di più.
- Asciuga bene fino alla cute negli animali con sottopelo: l'umidità che ristagna vicino alla pelle favorisce irritazioni.
- Non aumentare i lavaggi per contrastare la muta: è controproducente e secca la cute.
- Una dieta completa ed equilibrata sostiene la qualità del mantello; parla con il veterinario prima di aggiungere integratori per il pelo, che non sempre servono.
- In casa, l'aspirazione frequente e un lavaggio dei tessuti raccolgono il pelo caduto meglio di qualsiasi rimedio applicato all'animale.
Errori frequenti durante la muta
| Errore | Effetto | Alternativa |
|---|---|---|
| Rasare un cane a doppio pelo per farlo mutare meno | Si altera l'isolamento e il pelo può ricrescere irregolare | Spazzolare il sottopelo, non rasare |
| Bagni ravvicinati per togliere il pelo | Cute secca e più fragile | Spazzolatura regolare e bagno occasionale |
| Strappare i nodi con lo strumento | Dolore e diffidenza verso la spazzola | Aprire i nodi a mano, tagliare quelli stretti |
| Sessioni lunghe e forzate | L'animale rifiuta la toelettatura | Sessioni brevi, frequenti e premiate |
| Ignorare chiazze e prurito attribuendoli alla muta | Ritardo nella diagnosi di un problema cutaneo | Annotare e mostrare al veterinario |
Domande frequenti
- Ogni quanto devo spazzolare durante la muta?
- Nei picchi stagionali una spazzolatura breve ogni giorno o a giorni alterni è l'ideale per gli animali con sottopelo fitto, mentre fuori dai periodi di ricambio una o due volte a settimana bastano. Conta più la costanza della durata: sedute corte e frequenti raccolgono il pelo prima che cada in casa e mantengono l'animale abituato al contatto.
- Posso rasare il cane per farlo soffrire meno il caldo e mutare meno?
- Nei cani a doppio pelo la rasatura non è una buona idea: il mantello isola sia dal freddo sia dal caldo e protegge la cute dal sole, e dopo la rasatura può ricrescere in modo irregolare. Per il caldo funzionano meglio ombra, acqua e riduzione dell'attività nelle ore calde. Se pensi a un taglio per motivi di gestione, parlane con un toelettatore esperto di quella razza.
- Il mio gatto ingoia molto pelo mentre si lecca: come lo aiuto?
- Spazzolare regolarmente riduce la quantità di pelo che il gatto ingerisce con la toelettatura, e quindi anche i boli di pelo. Se il gatto vomita spesso pelo, fatica a espellerlo o perde appetito, non fermarti alla spazzola: parlane con il veterinario, perché un vomito frequente non è mai da considerare normale solo perché esce del pelo.
- Sto trovando zone senza pelo: è muta forte?
- No. La muta è diffusa e lascia la cute coperta, mentre le zone glabre nette, con pelle arrossata o crostosa, indicano un problema cutaneo, parassitario o ormonale che va diagnosticato. Non insistere con la spazzola su quelle aree, fotografale, annota da quando sono comparse e prenota una visita.
- Gli integratori per il pelo servono davvero?
- Dipende dal caso. In un animale sano che mangia una dieta completa, il pelo trae già quello che gli serve dal cibo, e un integratore aggiunto senza motivo è una spesa inutile. Ha senso quando il veterinario individua una carenza o una condizione specifica: chiedi a lui prima di comprare prodotti, così scegli in base a un bisogno reale e non alla pubblicità.
Cosa fare adesso
Accompagna la muta con lo strumento adatto al mantello, con sedute brevi e frequenti e con una buona asciugatura dopo il bagno, senza moltiplicare i lavaggi che seccano la cute. Approfitta di ogni spazzolatura per controllare la pelle: una perdita di pelo diffusa e simmetrica è normale, ma chiazze, croste o prurito vanno fotografati, annotati e mostrati al veterinario.
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